Al via l’inserimento al Beit Jala Hospital della Dott.ssa Psico-oncologa per la cura e il supporto dei piccoli pazienti malati di cancro trasferiti in West Bank. Si chiama Farah ed è specializzata in Psicologia e Sociologia, con particolare attenzione all’integrazione del supporto psicologico nel campo medico.
“Una giornata tipo in reparto coinvolge un mix di interazione diretta con il piccolo paziente e coordinamento con l’équipe medica. Le mie attività con i bambini includeranno sessioni di terapia individuale e di gruppo per supportare il benessere emotivo e psicologico, attività terapeutiche progettate per i bambini per promuovere la loro capacità di resilienza, consulenze e sostegno ai membri della famiglia per affrontare le sfide emotive e psicologiche che la diagnosi si porta con sé, il monitoraggio continuo dei progressi per adattare i piani di trattamento ai singoli casi. Tutto questo mira a garantire un ambiente di sostegno che favorisce la guarigione.” Farah Fatafta, Psico-oncologa, Fondazione Soleterre.
Dal 18 agosto sono iniziate le prime sessioni di supporto psicologico con i primi bambini.
Siamo in Palestina ormai da qualche mese con un progetto davvero importante che ci permetterà di essere al fianco di 120 bambini malati di cancro e delle loro famiglie, perchè non possiamo permettere che le loro cure mediche e psicologiche vengano interrotte dalla guerra. In un contesto di questo tipo le strutture sanitarie rischiano di essere colpite dai bombardamenti e il rischio di blackout è altissimo, impedendo il funzionamento dei macchinari per le chemioterapie. I farmaci non arrivano facilmente e la paura crea ulteriori traumi psicologici a bambini e famiglie già provati dalla malattia.
È possibile sostenere i percorsi di supporto psicologico per i bimbi e le bimbe che affrontano la malattia in Palestina: scopri di più.