Conflitti e disastri naturali coincidono spesso con un aumento drammatico delle necessità di assistenza umanitaria, in particolare per quanto riguarda il supporto psicologico. I traumi legati alla guerra prolungata e all’instabilità hanno un impatto profondo e duraturo, soprattutto su bambini e adolescenti, che spesso portano cicatrici emotive difficili da superare senza interventi mirati. Le nostre équipe multidisciplinari lavorano sul campo per fornire supporto psicologico e percorsi di riabilitazione per le vittime di traumi. In Ucraina e Palestina sosteniamo i sistemi sanitari locali con materiali essenziali, farmaci e formazione per il personale medico. Ristrutturiamo cliniche danneggiate e creiamo spazi sicuri dove i bambini possono ricevere cure specialistiche per superare traumi emotivi e fisici. Attraverso cliniche mobili raggiungiamo le aree più isolate, garantendo che nessuno sia lasciato solo.
Dall’inizio del conflitto in Ucraina, 4.000 persone hanno ricevuto supporto psicologico, 350 bambini feriti dalla guerra abbiamo curato con terapie riabilitative, oltre 1.300 bambini malati di cancro hanno continuato le cure, e 8.000 persone hanno beneficiato di beni di prima necessità, con il supporto di 14 operatori umanitari sul campo e una rete di 40 psicologi e psichiatri in prima linea.
In Palestina, siamo attivi da maggio 2024 presso il Beit Jala Hospital, l’ultimo rimasto per la cura del cancro infantile. Oggi ci prendiamo cura di 120 bambini, tutti in fase attiva di malattia attraverso terapie e supporto psicologico e della salute mentale degli operatori sanitari, una condizione imprescindibile per garantire che i pazienti, in particolare i bambini malati e traumatizzati, ricevano cure di qualità, efficaci e senza interruzioni.