Tumori infantili e zone contaminate: l’importanza della sorveglianza epidemiologica

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Tumori infantili e zone contaminate: l’importanza della sorveglianza epidemiologica

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Le diseguaglianze sociali e geografiche in ambito sanitario si confermano ed aggravano, anche in Italia, soprattutto a danno della popolazione infantile e con la peculiarità di patologie oncologiche. A rivelarlo lo studio “Sentieri” dell’Istituto Superiore di Sanità riferito al periodo 2006-2013, i cui risultati sono stati illustrati lo scorso mese di giugno al Ministero della Salute in occasione del workshop “Un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati”.

I dati registrati documentano un aumento dei casi di tumori maligni in chi vive in zone inquinate. 45 siti censiti su scala nazionale, di cui 28 nei quali è attivo il registro tumori: dalle miniere del Sulcis alle acciaierie dell’Ilva, dalle raffinerie di Gela alla città di Casale Monferrato contaminata dall’eternit, passando per il territorio del litorale flegreo con le sue discariche incontrollate di rifiuti pericolosi. Aree in cui vivono complessivamente 6 milioni di persone, residenti in 319 comuni.

Sono state esaminate le correlazioni tra luogo di residenza e patologie, come tumori e malformazioni congenite, ed è stato stimato un eccesso di mortalità per tutte le cause di 5.267 casi negli uomini (4%) e 6.725 nelle donne (5%). Per tutti i tumori maligni è stata di 3.375 negli uomini e 1.910 per le donne.

Indicatori specifici sono stati registrati anche relativamente all’incremento del cancro infantile: nella popolazione in età 0-24 anni di queste aree, il dato è cresciuto del 9%. In particolare “l’eccesso di incidenza” rispetto a coetanei che vivono in zone considerate ‘non a rischio’ è del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66% per le leucemie mieloidi acute, 50% per i linfomi Non-Hodgkin e 36% per i tumori al testicolo. Anche relativamente alle ospedalizzazioni in generale dei più piccoli, si registra un eccesso del 6-8% di bimbi e ragazzi ricoverati per qualsiasi tipo di malattia rispetto ai loro coetanei residenti in zone non contaminate: per quanto riguarda il primo anno di vita si registra un eccesso di ricoverati del 3% per patologie di origine perinatale rispetto al resto dei coetanei; ed un eccesso compreso tra l’8 e il 16% per le malattie respiratorie acute ed asma tra i bambini e i giovani.

Nonostante la maggiore vulnerabilità dei bambini agli inquinanti ambientali e l’aumento dell’incidenza dei tumori pediatrici nei paesi industrializzati, l’eziologia della maggior parte delle neoplasie nei bambini continua a rimanere per lo più ancora sconosciuta: circostanza che conferma la necessità di proseguire e rafforzare gli sforzi di sorveglianza epidemiologica nelle aree contaminate, basata su metodi e fonti informative accreditate, per monitorare cambiamenti nel profilo sanitario in relazione a sorgenti di esposizione o classi di inquinanti specifici e per verificare l’efficacia di azioni di risanamento.

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