Trasformiamo l’attesa in guarigione
Quando l’informazione incontra l’azione, possono nascere cambiamenti reali. Per questo la Fondazione il Fatto Quotidiano ha scelto di sostenere Soleterre in una sfida ambiziosa ma concreta: portare in Palestina la prima Unità di Trapianto.
Soleterre e Fondazione il Fatto Quotidiano condividono la convinzione che il diritto alla salute debba essere garantito a ogni persona, indipendentemente dal luogo in cui nasce o vive. Per questo la Fondazione il Fatto Quotidiano ha scelto di affiancare Soleterre in un percorso che unisce solidarietà, competenze mediche e rafforzamento dei sistemi sanitari locali. Grazie al coinvolgimento della propria comunità di sostenitori e alla sua missione di promuovere interventi concreti a favore delle persone più fragili, la Fondazione sostiene la nascita della prima Unità di Trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche in Palestina: un progetto destinato a lasciare un’eredità stabile per i bambini malati e per l’intero sistema sanitario palestinese.
In Palestina, la sanità pubblica è stremata. Meno del 20% della popolazione ha un accesso regolare a un ospedale funzionante. Per un bambino malato, la strada verso la guarigione è un labirinto di checkpoint, strade bloccate e attese burocratiche infinite (anche fino a 3 mesi prima di iniziare le cure).
5.200 i nuovi casi di tumore diagnosticati ogni anno in Palestina. Dal 40% al 60% dei pazienti è costretto a rinunciare alle cure per motivi economici o geopolitici. Oggi, se hai bisogno di un trapianto salvavita in Palestina, l’unica opzione è andare all’estero. Ma questo significa:
– Un rischio clinico altissimo: viaggiare per ore con le difese immunitarie azzerate.
– Costi insostenibili: curarsi all’estero costa alla sanità pubblica fino al 300% in più.
– Famiglie spezzate: bambini piccolissimi che affrontano mesi di isolamento, lontani da mamma, papà e fratellini.
La Fondazione il Fatto Quotidiano vuole supportare Soleterre che crede da sempre in una cosa semplice: “La salute è un diritto umano universale, non un privilegio legato al passaporto. Dal 2010, con il programma “Grande contro il cancro”, lottiamo per azzerare la mortalità dei bambini oncologici”.
Non è un sogno lontano, c’è già una strategia scientifica e concreta:
Formazione d’eccellenza: stiamo già formando un’équipe di 9 medici e infermieri palestinesi nei migliori ospedali italiani (Monza, Roma, Nuoro).
Ottobre 2026: è la data del nostro appuntamento con la storia. Verrà eseguito il primo trapianto a Ramallah, con la supervisione sul posto dei medici specialisti italiani.
Verso l’autonomia (2027-2028): l’obiettivo è rendere l’ospedale totalmente indipendente, slegando la Palestina dalla dipendenza estera.
Ci auguriamo che nessun bambino debba mai più sentirsi dire che la sua vita dipende da un confine.
Sostieni la nascita della prima Unità di Trapianto di midollo osseo in Palestina.