Prende ufficialmente il via il progetto che, insieme a Fondazione Zaporuka e con il finanziamento dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ci permetterà di supportare tre ospedali ucraini nella gestione di emergenze complesse, legate alla cura e alla riabilitazione delle vittime di ordigni esplosivi nelle città di Kyiv, Lviv e Dnipro.
Nello specifico, saranno coinvolti il National Children’s Specialized Hospital “Okhmatdyt”, il Centro Unbroken e il Children’s Clinical Hospital “St. Nicholas” di Lviv e il Multi-field Clinical Hospital №4 di Dnipro.
Come interveniamo nella situazione attuale?
Mine e ordigni esplosivi sono una delle cause principali di lesioni gravi e mutilazioni della popolazione civile che affolla le strutture sanitarie e che richiedono cure mediche urgenti. Il progetto vuole quindi dare un sostegno diretto alle vittime, supportando i tre maggiori centri di riferimento ucraini per il trattamento chirurgico e riabilitativo delle ferite di guerra. Il tutto grazie a una collaborazione virtuosa con ospedali italiani, utile a creare protocolli specifici per ogni fase della presa in carico del paziente, dal trasporto alla riabilitazione post-operatoria.
Sono 2.900 le vittime di ordigni esplosivi che beneficeranno direttamente del progetto, di cui il 50% sono minori e il 35% donne.
Un progetto unico nel suo genere
L’intero programma è stato pensato e strutturato su 4 livelli di intervento per arrivare a produrre un effettivo impatto sul sistema sanitario ucraino. Partiremo dalla creazione di un coordinamento strategico multi-stakeholder che coinvolge organizzazioni umanitarie, ospedali ucraini e italiani e settore privato. Questo ci permetterà di integrare pratiche e ideare procedure condivise per la presa in carico del paziente. Si tratterà poi di potenziare il supporto sanitario nella gestione delle emergenze complesse, migliorando le condizioni strutturali delle tre realtà ospedaliere e rendendo l’erogazione dei servizi più sicura, efficace e adatta al contesto emergenziale attraverso la riabilitazione dei reparti e la fornitura di attrezzature mediche e medicinali.
Il terzo livello di intervento coincide con la formazione specifica in Italia – riabilitazione, ortopedia, protesizzazione, ecc. – di un team composto da 15 operatori sanitari dei tre ospedali, migliorando così le capacità del personale medico-sanitario in prima linea nel condurre il lavoro nonostante le difficoltà del conflitto. In parallelo avvieremo anche un potenziamento dello staff ospedaliero, supportando gli ospedali nell’assunzione di personale specifico per la riabilitazione psico-fisica dei pazienti vittime delle mine. Il quarto e ultimo livello, infine, prevede l’assistenza diretta alle vittime delle mine attraverso la riabilitazione psicologica dei pazienti, il supporto abitativo per i pazienti in riabilitazione presso la Casa di accoglienza a Kiev e di Lviv di Soleterre e Zaporuka, e la distribuzione di kit igienici e di prima necessità ai pazienti sfollati ricoverati.
L’elemento di unicità rispetto ad altri interventi nel medesimo settore in Ucraina è rappresentato dal coinvolgimento di importanti stakeholder italiani, tra cui ospedali d’eccellenza per il trattamento dei traumi riabilitativi complessi e associazioni del settore privato, specialmente aziende farmaceutiche e di produzione di dispositivi e attrezzature mediche.