Soleterre Onlus - Emergenza Ucraina - Attività in Ucraina

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Emergenza Ucraina: le attività nel Paese

Essendo già presenti in Ucraina dal 2003, la nostra prima preoccupazione è stata mettere in salvo i bambini che seguiamo nel Paese, ma alcuni di loro sono in condizioni troppo delicate per poter essere evacuati. Di questi ultimi ci stiamo prendendo cura presso gli ospedali ucraini, dove stiamo potenziando la nostra presenza grazie anche alla messa in network non solo delle strutture più grandi, ma anche degli ospedali minori.

Ecco come procedono le nostre attività per piccoli pazienti oncologici, il personale ospedaliero e i feriti di guerra in Ucraina.

UKRmap

Da inizio conflitto, ci stiamo occupando di far arrivare negli ospedali di Leopoli, Ternopil e Kiev tutto il materiale medico necessario, inclusi farmaci chemioterapici, antibiotici, antidolorifici e altro materiale sanitario.
Le nostre attività in quel Paese si stanno inoltre concentrando anche sull’attrezzare gli ospedali minori disseminati sul territorio per far fronte all’alto afflusso di feriti e curare i bambini in tempo di guerra, dal punto di vista sia fisico che psicologico. Tutto questo è possibile grazie a un enorme lavoro di messa in rete di tutti gli ospedali ucraini.

In tutte queste strutture ospedaliere, il nostro team di psicologi sta garantendo sostegno emotivo alle famiglie dei pazienti, ma anche al personale medico in costante rischio burn-out a causa delle estreme condizioni di lavoro.

Il nostro impatto in Ucraina

2000

BAMBINI ASSISTITI

6

OSPEDALI SOSTENUTI

45

PSICOLOGI IN RETE

6

TONNELLATE DI FARMACI

Essendo presenti sul posto, da subito abbiamo capito che non potevamo pensare soltanto ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie presenti in Ucraina. Ci siamo così immediatamente mossi, grazie al nostro staff locale, per prendere contatti con tutti gli ospedali ed essere utili anche al resto della popolazione.

Attualmente questo nostro lavoro ci sta permettendo di portare avanti:

  • un’importante e nuova attività di chirurgia di guerra presso l’ospedale Saint Nicholas di Lviv, con cui abbiamo siglato un accordo. Qui curiamo i bambini feriti di guerra che arrivano a Lviv dalle zone dell’Est, dove si svolgono pesanti combattimenti. Fino a oggi sono 30 i bambini che abbiamo operato;
  • un costante invio di farmaci per sostenere i reparti ucraini di oncologia pediatrica. Ad oggi oggi sono state mandate dall’Italia verso Lviv 6 tonnellate di farmaci, smistati nei diversi ospedali ucraini con cui siamo in rete (Kyiv e altri);
  • il supporto agli ospedali minori con l’invio di attrezzature e anche di 2 ambulanze;
  • la nostra attività di supporto psicologico che abbiamo intensificato sia come numero di ore dedicate che come presenza fisica e online dei nostri psicologi. Sono circa 45 gli psicologi della rete online,  che riescono a raggiungere anche le zone più remote dell’Ucraina, mentre in presenza il nostro team è attivo anche negli shelter e luoghi di arrivo/partenza rifugiati interni all’Ucraina.

La testimonianza del dott. Brambilla

Il nuovo fronte di chirurgia di guerra che siamo riusciti ad aprire presso l’ospedale Saint Nicholas di Lviv è un’attività importante, in un Paese costantemente sotto le bombe.
Dal 20 aprile, il dott. Roberto Brambilla, chirurgo di Soleterre, si trova proprio in quella struttura ospedaliera per supportare lo staff nelle operazioni chirurgiche dei bambini e ragazzi feriti di guerra, spesso non accompagnati.

Sono bimbi che soffrono il trauma di una guerra ingiusta, bambini che spesso hanno la triste etichetta di “non accompagnato”. Che vuol dire che nulla si sa dei loro genitori e parenti…Forse morti, certamente non raggiungibili. E questo aggiunge al dolore delle ferite, il profondo dolore della solitudine e dell’abbandono.

L’altro giorno abbiamo operato quattro bimbi, provenienti da Kramatorsk, Mariupol, Karkiv. Una di loro era una bambina con brutte ferite alle gambe: per salvarla da una bomba che stava per colpire casa, sua mamma l’ha spinta fuori dalla finestra. La madre e i due fratelli sonomorti sotto le macerie; lei si è salvata, ma con molte lesioni su tutto il corpo.
È angosciante dover far fronte all’orrore peggiore della guerra: il far del male ai più deboli, ai più innocenti.

Nella foto, il dott. Brambilla e il nostro staff dopo l’accordo firmato con l’ospedale Saint Nicholas di Lviv.

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