Creare un ambiente sereno, comprensivo e stimolante per i bambini e ragazzi che affrontano il cancro significa gettare le fondamenta di un percorso di guarigione completo. Anche in Marocco Soleterre è attiva per supportare psicologicamente i minori malati di cancro intervenendo in 3 ospedali. All’ospedale universitario CHU di Fès questa attività ha cambiato la vita di Abraham e degli altri bambini.

Il cancro ha colpito Abraham ad una gamba provocandogli dolori fortissimi a cui nessuno sapeva dare spiegazione non essendoci apparenti cause correlate. Purtroppo però nessuna delle terapie prescritte dal medico del centro sanitario cittadino riusciva a portare alcun miglioramento, anzi col passare del tempo la salute di Abraham continuava a peggiorare. La gravità della situazione è diventata evidente quando Abraham ha rifiutato di andare a giocare a calcio con gli amici, cosa alla quale non aveva mai rinunciato neanche con la febbre alta.

Cresceva il dolore e con esso la frustrazione di non trovare risposte, di non sapere cosa stava attaccando il bambino e come difendersi. Abraham non poteva più uscire di casa perché non riusciva a camminare, non andava a scuola e non parlava più con gli amici. Non appena messi insieme i soldi per poter andare all’ospedale della città di Fès, esami approfonditi hanno diagnosticato un tumore osseo.

Abraham è stato subito ricoverato e ha iniziato il percorso di cure. Il supporto psicologico messo a disposizione da Soleterre in partnership con l’associazione locale AMAL ha aiutato il bambino a comprendere cosa gli stava succedendo ad affrontarlo. Abraham è sempre stato un bambino vivace e socievole e agli amici aveva nascosto di star male finché il dolore non gli ha impedito di camminare. L’incognita della malattia, la fragilità e il bisogno di cure costanti lo avevano portato ad isolarsi ma ora che conosce il “nemico” Abraham si è dimostrato pronto a combatterlo con coraggio e positività per sé stesso e per gli altri pazienti del reparto. Stringe amicizia con tutti gli altri bambini e ragazzi e passa molto tempo a parlare con loro e a rassicurare i più piccoli, dicendo che non devono temere le cure anche se sono lunghe e dolorose.

A volte bastano le parole giuste pronunciate da una voce amica per riaccendere la fiducia in sé stessi e nella vita. Parole che possono risollevare una persona dal buio dove l’ha spinta il cancro. E Abraham ha una parola per tutti.

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