A raccontarvi della nostra casa d’accoglienza “Danyo” in Uganda questa volta sarà una dei suoi ospiti.

«Questa casa significa vita per me e mio figlio. Qui ho trovato l’abbraccio di una famiglia nel momento peggiore per una madre. Ero sola, perché mio marito è morto mentre ero incinta di Marvin e poi l’anno scorso il dottore ha detto che avrei potuto perdere anche mio figlio per colpa di questa malattia, il cancro. In quel momento ho sentito la vita abbandonare il mio corpo, mi sono accasciata a terra e sono rimasta in silenzio da sola a piangere. Non sapevo come prendermi cura di mio figlio perché avevo già venduto tutto quello che potevo per pagare il viaggio in ospedale, le visite e gli esami. In questa casa ho ritrovato la speranza. Parlare con gli altri genitori mi ha dato coraggio e poter dormire e mangiare qui gratuitamente è stato di grande aiuto, così mi sono potuta dedicare completamente alla salute del mio Marvin e non pensare a come trovare i soldi anche per il cibo e un alloggio vicino all’ospedale. Siamo stati qui 5 mesi nella prima fase di terapia di Marvin e torniamo per le visite e le cure che deve ancora fare periodicamente. Dire grazie non basta.»

Queste sono le parole di Maryan, mamma di Marvin, un bambino di 7 anni affetto da tumore. Insieme hanno soggiornato nel 2016 nella casa che abbiamo costruito a Gulu, la casa “Danyo” – arcobaleno, in lingua locale – presso il Saint Mary Lacor Hospital proprio per offrire alloggio, cibo, supporto psicologico e trasporto da e per l’ospedale per i bambini malati di cancro e le loro famiglie. Nel corso del 2017 sono tornati alla casa varie volte in occasione delle visite e terapie di follow up e Maryan ci ha lasciato questo messaggio.

Questo per Soleterre vuol dire tutelare il diritto alla salute dei bambini. Con il Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica (PIOP) garantiamo non solo chemioterapie e farmaci, ma anche supporto psicologico per i bambini, i genitori e lo staff sanitario che si occupa di loro, accoglienza per le famiglie che vivono lontano dagli ospedali, laboratori ricreativi ed educativi e formazione per il personale sanitario.

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