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Quale può essere l’impatto positivo dei farmaci cellulari sulla possibilità di vita di un bambino malato di cancro?
La storia di Matteo, bimbo di due anni ricoverato al San Matteo di Pavia, parla da sola. Da un anno il suo parco giochi è il reparto di Oncoematologia del policlinico, i suoi amici sono i volontari, il personale medico e il nostro psicologo.
Matteo ha ora ricevuto un trapianto da un donatore e la Cell Factory potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella sua guarigione definitiva.

Quando una donna aspetta il proprio bambino, tutto può immaginarsi tranne che passare la maggior parte dei mesi a seguire in un ospedale. Purtroppo così è andata alla mamma di Matteo, che da subito ha avuto problemi di gestazione che l’hanno costretta a essere ricoverata.

E proprio quando il peggio sembrava passato ed era tornata a casa con suo figlio, dopo nemmeno un anno arriva la brutta notizia: gli strani sintomi che Matteo presentava erano dovuti a un tumore. La disperazione, la paura, le corse per trovare il centro migliore, le prime cure al San Matteo di Pavia e i problemi a conciliare lavoro e cura del proprio figlio: i genitori di Matteo affrontano tutto ciò con tenacia, ma è dura.

È dura anche per un bimbo di un anno che alla fine compie il suo secondo compleanno proprio in ospedale. È vero: ormai medici, infermieri, volontari e il nostro psicologo – che aiuta sia i genitori che Matteo a superare questo periodo difficile – sono i suoi nuovi amici, ma un piccolo di questa età ha voglia di conoscere il mondo intorno a lui, uscire al sole, giocare sull’erba, con gli animali…

Qualche giorno fa è arrivato un donatore compatibile: il bambino è stato così sottoposto a un trapianto e tutto pare stia andando per il meglio! Matteo dovrà rimanere ancora per qualche tempo in ospedale per essere sicuri che la malattia receda e dalla sua ha una fortuna che ancora in pochi hanno: la Cell Factory del Policlinico di Pavia. 

Dal donatore infatti sono state ricavate delle preziosissime cellule: i ricercatori del San Matteo stanno in questo momento creando dei farmaci ad hoc per il piccolo paziente. Sono farmaci cellulari, non tossici, appositamente creati per Matteo. Farmaci che gli torneranno utili nel caso qualcosa andasse storto durante la terapia post trapianto. 

Un altro intervento sarebbe stato davvero molto pesante per il piccolo e la sua famiglia, sia fisicamente che psicologicamente, ma la Cell Factory è nata proprio per questo: poter garantire a ogni paziente una terapia complementare che aumenti le possibilità di guarigione totale e diminuisca la necessità di trapianti. 

Noi vogliamo estendere questa possibilità a molti altri pazienti, in tutta Italia, ma anche nel resto del mondo dove le cure più tecnologiche difficilmente arrivano. Abbiamo bisogno dell’aiuto di quante più persone possibile per far diventare ogni bambino Grande contro il cancro.

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