Sostegno psicologico: la cura passa anche dalla gestione delle emozioni

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La salute non consiste esclusivamente nella sola assenza di malattie, ma corrisponde a uno stato di completo benessere psico-fisico.Nella nostra visione, per poter garantire la salute di tutti è necessario realizzare un complesso di attività che non si limitano a gestire solo l’aspetto biologico della malattia. I nostri interventi infatti, sia sul medio sia sul lungo periodo, promuovono il miglioramento delle condizioni di vita e un cambiamento dei fattori strutturali che generano diseguaglianze nella salute.
Accanto a interventi di educazione e sensibilizzazione volte a favorire la diagnosi tempestiva del tumore, Soleterre ha una parte fondamentale sia nella prima accoglienza di bambini e genitori che arrivano presso le strutture ospedaliere che sulla loro salute psico-emozionale e sociale grazie al supporto psicologico fornito sia ai pazienti che alle famiglie e al personale sanitario.

Il Servizio Sanitario Nazionale al momento non prevede la copertura della figura dello psicologo all’interno delle équipe medico-sanitarie dei reparti oncologici, il che comporta, solitamente, l’assenza di questa figura, se non per iniziativa di realtà del non profit.
Garantendo la presenza di psicologi, noi di Soleterre riusciamo a migliorare il livello dell’accoglienza, della comunicazione con le famiglie e i risultati delle cure.

Un aiuto psicologico è infatti fondamentale per l’esito stesso dei trattamenti.


Nel 2018, nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del San Matteo di Pavia il servizio di supporto psicologico fornito da Soleterre era limitato a 6 ore per settimana, concentrate in un’unica giornata. Grazie anche al vostro aiuto e alla vostra generosità, il nostro intervento a Pavia è stato rafforzato con l’attuale presenza di due psicologi per un totale di 18 ore settimanali. 35 minori e 32 familiari hanno così ricevuto supporto psicologico in reparto e 5 figure del personale sanitario hanno beneficiato della supervisione psicologica contro il rischio di burn-out.
Ma non basta vorremmo poter fare di più, come abbiamo fatto e stiamo facendo nel resto del mondo. Tra Costa d’Avorio, Marocco, Uganda e Ucraina sono infatti più di 1.600 i bambini che hanno avuto modo di essere seguiti dai nostri psicologi e dai nostri partner in loco.

Vorremmo poter inserire un ulteriore psicologo professionista per assicurare, con 20 ore settimanali, una presenza costante e quotidiana all’interno dell’Onco-ematologia Pediatrica del San Matteo di Pavia. Garantiremmo così standard adeguati alla cura dei bambini ricoverati, tenendo conto del loro numero complessivo e delle diverse classi d’età. Una più ampia presenza permetterebbe di coprire il momento della comunicazione della diagnosi e del piano terapeutico e permetterebbe di fornire un supporto dedicato esclusivamente ai genitori, che attualmente beneficiano dell’attività in maniera indiretta partecipando alle sessioni dei pazienti più piccoli.
Riusciremmo anche a seguire più da vicino i medici e gli infermieri di reparto che spesso vivono una condizione di stress lavorativo non indifferente. Alla pesantezza di lavorare in un reparto delicato come l’oncologia pediatrica, va aggiunto il fatto che, a causa di tagli e scarsità di risorse, lo staff è sottodimensionato rispetto alle esigenze, con turni massacranti e la frustrazione derivante dall’impossibilità che ne consegue di seguire i pazienti in maniera più adeguata.

Potete aiutarci?
Anche una piccola donazione è importante per una famiglia
che sta intraprendendo un percorso difficile come il cancro del proprio figlio o della propria figlia…

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