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Anche in Africa ci si ammala di cancro. In Costa d’Avorio la mortalità infantile per tumore è altissima: ogni anno su 1.000 bambini che si ammalano di cancro, 800 muoiono senza aver mai avuto accesso alle cure. Il 90% dei tumori viene riconosciuto e curato troppo tardi e meno di 50 bambini che accedono alle cure guariscono.
Tassi così elevati di mortalità sono dovuti a una scarsa conoscenza della malattia e a un ritardo nell’intervento: su oltre 22 milioni di abitanti ci sono solo 7 oncologi e solo 2 di essi sono specializzati in oncologia pediatrica. Ad Abidjan c’è l’unica unità oncologica pediatrica di tutto il Paese e offre solo 20 posti letto.

Seguire le cure per una famiglia in Costa d’Avorio è estremamente difficile: il trattamento dei tumori ha una durata media di 6-8 mesi, la maggior parte delle famiglie provengono da città o zone rurali lontane da Abidjan e non ha i soldi per sostenere gli alti costi di alloggio e di trasporto. 

Molti bambini sono così costretti ad abbandonare l’ospedale e le cure per tornare a casa propria. 

Chi riesce a proseguire le cure si trova spesso costretto a dormire nei corridoi dell’ospedale o in strada anche per giorni o mesi. 

È in questo contesto che dal 2010 interveniamo attraverso la fornitura di materiali di consumo, chemioterapie e medicinali e finanziando la partecipazione di dottori ivoriani a congressi e corsi di formazione; abbiamo potenziato il servizio psicologico e di arte terapia per i bambini e i ragazzi e soprattutto abbiamo aperto una casa d’accoglienza.

La casa d’accoglienza Maison Akwaba

La casa di accoglienza ha infatti un grandissimo valore e consente ai bimbi di seguire le cure in regime di Day hospital, concorrendo in questo modo a ridurre il sovraffollamento del reparto di Oncologia pediatrica e aumentando allo stesso tempo il numero di bambini che possono essere curati nel corso dell’anno. 

La nuova “Maison Akwaba”, che in lingua locale vuol dire “benvenuto”, è stata inaugurata nel mese di marzo e può ospitare fino a 16 famiglie contemporaneamente.
La casa offre un alloggio gratuito alle famiglie che non possono permetterselo, scoraggiando quindi l’abbandono delle cure. È un luogo sereno dove i bambini vengono sostenuti nel percorso di malattia e possono continuare a vivere la loro infanzia.
Tutte le attività che Soleterre sostiene con la Casa d’accoglienza sono indispensabili perché le famiglie si sentano accolte e possano favorire un decorso meno traumatico della malattia. 

Ogni mattina l’educatrice incontra tutti gli ospiti della casa per valutare lo stato di salute dei bambini e lo stato psicologico dei genitori.
Una volta a settimana vengono organizzati degli incontri con lo psicologo, durante i quali sia i genitori che i bambini possono confrontarsi ed esprimere le loro paure e difficoltà. 

L’arteterapia, l’animazione e le attività ricreative ed educative sono strumenti utili per avvicinarsi ai bambini, sostenerli nel percorso di cure e affrontare le paure che li accompagnano. All’interno della sala giochi è stato creato uno spazio ad hoc per le attività scolastiche: un’educatrice specializzata studia i percorsi didattici sulla base del livello scolastico di ciascun bambino. 

Dal 2001 a oggi le percentuali di guarigione sono aumentate in modo significativo passando dal 5% al 37,85%. Il tasso di sopravvivenza però rimane ancora molto basso: solo il 22% di chi riesce ad accedere alle cure guarisce.

Con Grande contro il Cancro vogliamo far sì che anche in Costa d’Avorio i piccoli pazienti possano diventare grandi!

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