Il Marocco è un paese in rapido sviluppo, che ha fatto registrare negli ultimi decenni sensibili progressi nell’ambito dell’istruzione, dell’occupazione, della sanità, dei diritti civili e della vita democratica.

In ambito sanitario, l’infrastruttura medica ha registrato una crescita significativa, con oltre 2.600 strutture di base e 144 ospedali pubblici. Per garantire l’accesso alle cure, è stata introdotta la legge per la “Copertura medica di base”, la quale ha stabilito l’assicurazione sanitaria obbligatoria di base (AMO) e il regime di assistenza medica (RAMED), programmi che dovrebbero coprire il fabbisogno di assistenza sanitaria del 62% della popolazione marocchina.

Ma gli sforzi compiuti non risultano ancora sufficienti, se è vero che il 20% della popolazione risiede ancora ad oltre 10 km da una struttura sanitaria e il deficit di personale sanitario continua a rappresentare una delle maggiori criticità per il sistema: 6,2 medici ogni 10 000 abitanti, distribuiti iniquamente nel Paese tra aree urbane e rurali.

Nonostante la persistenza di malattie infettive (come tubercolosi, HIV/AIDS, epatite, meningite), gli studi mostrano un ‘aumento esponenziale di malattie croniche (in particolare, cancro, diabete, e malattie cardiovascolari, che oggi rappresentano il 75% dei decessi totali.

Il “Piano nazionale di prevenzione e controllo del cancro” (2010-2019) registra circa 30.000 nuovi casi di cancro ogni anno, a cui contribuiscono fattori come la crescente aspettativa di vita e cambiamenti nello stile di vita (sedentarietà, alimentazione, tabagismo e comportamenti non salutari).

Per quanto riguarda i tumori pediatrici e infantili, l’incidenza stimata dal Registro dei Tumori della Regione Grand Casablanca è di 11,34 per 100.000 bambini, valore che rappresenta il 3,2% di tutti i casi di cancro schedulati. I tumori pediatrici più frequenti sono le emopatie maligne (19,8%), seguite dai tumori cerebrali (17,1%), dai tumori solidi (12,3%), alle ghiandole surrenali (11,3%) e agli occhi (10,4%). Secondo i dati forniti dal CHOP (Servizio di Oncologia Pediatrica) di Rabat, più di 390 casi sono stati registrati nell’Ospedale cittadino nel 2015 (contro i 370 dell’anno precedente). L’età media nel 26% dei casi si attesta tra i 3 e i 5 anni, nel 24% dei casi tra i 6 e i 9. Il 43% dei pazienti sono femmine, i maschi rappresentano il 57%. Il 71% proviene da zone urbane, il 28% da zone rurali.

Gli studi mostrano ancora la carenza di strutture sanitarie e di risorse umane specializzate in ambito oncologico, obbligando i pazienti a dover percorrere lunghe distanze per le visite. Tale difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria contribuisce significativamente ad una diagnosi tardiva della malattia (superiore a 3 mesi nel 52% dei casi e a 6 mesi nel 27% dei casi) e ad un alto numero di pazienti persi durante il periodo di trattamento (quasi il 70% dei pazienti sono persi al follow-up del secondo anno). Il costo della gestione del cancro rimane inoltre molto alto: studi d’impatto indicano che fino al 90% del costo di alcuni tumori sono sostenuti direttamente dai pazienti, e ciò contribuisce inevitabilmente a renderli ancora più poveri.

Per questo motivo, Soleterre è presente in Marocco dal 2002 con una sede e uno staff operativo. Dal 2010 realizza attività di sostegno e sviluppo nell’ambito dell’Oncologia Pediatrica nelle regioni di Rabat, Marrakech e Fès, in partenariato con i locali reparti di onco-ematologia pediatrica e con le associazioni di genitori. Annualmente garantisce servizi di sostegno psicologico a circa 300 minori con tumore e alle loro famiglie, promuove iniziative di formazione per medici e di sensibilizzazione e diagnosi precoce sul territorio nazionale.

A livello internazionale, il partenariato con l’Unione Europea sta contribuendo al rafforzamento del sistema sanitario e alla riforma dell’assistenza sanitaria di base. Ma anche nell’ambito della cooperazione internazionale, si registra il contributo del Marocco all’azione sanitaria globale, promuovendo azioni di formazione e scambio di esperienze con altri paesi del Mediterraneo Orientale e dell’Africa sub-sahariana. In tema di Malattie Non-trasmissibili, e di cancro nello specifico, nel 2015 il Marocco è diventato il primo paese africano ad essere ammesso come partecipante al Centro Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC).

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