In Uganda le malattie infettive come tubercolosi, meningite, malaria, infezioni delle vie respiratorie e AIDS, sono la causa principale di morte nel Paese, in particolare per quanto riguarda la mortalità infantile, che è di 64 per 1.000 nati per quanto riguarda i minori di 5 anni[1]: in questa fascia d’età, la prima causa di morte è la malaria (27%), seguita da polmonite (13%) e sepsi neonatale (7%).[2] Nonostante ciò, negli ultimi 15 anni,  cambiamenti negli stili di vita, inquinamento ambientale, maggiore aspettativa di vita e fattori genetici hanno portato ad un aumento significativo delle malattie non trasmissibili nel Paese, raddoppiate rispetto al 1990. Queste, attualmente, sono infatti responsabili del 27% dei decessi, di cui 9% per malattie cardiovascolari, 5% per cancro, 2% per malattie respiratorie croniche, 1% per diabete.[3]

Uno studio condotto nel 2014 ha mostrato come la diffusione delle conseguenze negative di stili di vita non sani e fattori di rischio stia aumentando nel Paese, anche per effetto di una progressiva urbanizzazione. Dai dati è emerso che il 3.4% dei partecipanti soffriva di diabete, più del 24% era iperteso e in più del 60% dei partecipanti è stata registrata un’alta prevalenza di colesterolo HDL. A ciò vanno aggiunti i dati sul consumo di alcol e tabacco: secondo l’OMS, in Uganda, vengono consumati mediamente ogni anno 9.8 litri di alcol pro-capite, mentre il 17.3% dei giovani tra i 13 e i 15 anni fa uso di tabacco.

Il cancro è una delle più gravi malattie non trasmissibili legate ai fattori di rischio elencati. Anche se in Uganda non rappresenta ancora una delle principali cause di morte, il suo peso sta aumentando progressivamente, perciò è necessario mettere in atto politiche di contrasto e prevenzione, attualmente assenti, così come sono assenti dati precisi. L’OMS rileva, infatti, che il Paese non si è dotato di un piano strategico specifico contro il cancro né di un registro nazionale aggiornato, ma soltanto a copertura regionale. Allo stesso modo non sono accessibili a livello delle prestazioni primarie servizi di screening e diagnosi precoce, è presente un unico centro specializzato in radioterapia (5 radioterapisti in tutto il Paese) e di conseguenza trattamenti come chemioterapia, radioterapia, cure per malati allo stadio avanzato non sono generalmente disponibili nel sistema sanitario pubblico. A questo si aggiunge un frequente e diffuso ricorso alla medicina naturale tradizionale per la terapia oncologica, anche per conseguenza ed effetto dell’inaccessibilità (per disponibilità e costo) di farmaci e medicinali chemioterapici.

Come in altri Paesi dell’Africa Sub-sahariana, i 20 anni di conflitto hanno prostrato il sistema Paese e il comparto sanitario ne risente ancora oggi, stentando ad attuare strategie per far fronte alle malattie non trasmissibili.

Per questo, dal 2014, Soleterre collabora con il St.Mary’s Lacor Hospital, un ospedale privato no-profit, la cui missione è assicurare cure mediche accessibili, in particolare ai più bisognosi. Il Lacor Hospital, con 482 posti letto, offre servizi diagnostici, terapeutici e di medicina preventiva a più di 250.000 pazienti che vengono curati ogni anno, di cui il 32% è formato da bambini minori di 5 anni, ed è l’unica struttura nel Nord dell’Uganda in grado di curare bambini malati di cancro.

Soleterre, in particolare, aiuta i piccoli malati di cancro e le loro famiglie supportandoli nell’esercizio del proprio diritto alla salute e nell’accesso ai servizi sanitari offerti dal St.Mary’s Lacor Hospital alleviandone il carico socio-economico grazie all’ospitalità offerta nella Casa d’Accoglienza fondata nel 2014. Nel 2017, 83 bambini e i loro genitori sono stati ospitati nella casa d’accoglienza e hanno ricevuto cure socio-sanitarie, 54 bambini hanno beneficiato di supporto psicologico in sessioni di gruppo o individuale, e 67 famiglie hanno beneficiato di fondi d’emergenza stanziati per aiutarli a far fronte alle ingenti e improvvise spese che la malattia e le lunghe terapie costringono ad affrontare.

 

[1] Uganda Bureau of Statistcs (UBOS) e ICF (2017). Uganda Demographic and Health Survey 2016: Key Indicators Report. Kampala, Uganda. Disponibile a: http://health.go.ug/sites/default/files/Demographic%20and%20Health%20Survey.pdf

[2] Ministry of Health (2017). Annual health sector performance report – Financial year 2016/17. Disponibile a: http://health.go.ug/content/annual-health-sector-performance-report-201617

[3] World Health Organization (2014). Noncommunicable Diseases (NCD) Country Profiles – Uganda. Disponibile a: http://www.who.int/nmh/countries/uga_en.pdf?ua=1

Torna su