Il prima e il dopo per i piccoli e per i grandi

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Anna Rovati è una delle nostre psicologhe da più di un anno ormai.
Ha iniziato la sua esperienza con noi nel reparto di Oncoematologia pediatrica del San Matteo di Pavia per aiutare i bambini malati di cancro e le loro famiglie.

È stata la mia prima esperienza di lavoro in ospedale e un po’ la temevo…Mi sono posta fin da subito in una condizione di ascolto, mi sono seduta al letto dei bambini e ho giocato con loro, tutti i giorni. Ho cercato di diventare per loro una figura che non chiedeva nulla (niente prelievi, niente visite, niente punture) ma che li aiutasse a ritrovare una dimensione di normalità attraverso il gioco, il disegno e la fantasia” – ci racconta. 

Per far questo è stato importante creare fin da subito un buon approccio con la famiglia: accoglierli al loro arrivo in ospedale, affiancarli nell’affrontare la malattia dei loro figli e supportarli nei momenti più difficili.

Cos’è cambiato col Coronavirus

Anna è sempre stata lì, anche nel momento dello scoppio dell’epidemia e ha visto come il Coronavirus ha impattato anche sui bambini che seguiva e sui loro genitori.

Improvvisamente in loro è subentrata un’ulteriore paura: oltre la paura per il cancro, ora c’era quella legata al COVID-19.
I bambini, se già prima limitavano le uscite e i contatti con gli altri, hanno eliminato drasticamente le possibili  fonti di contagio. Per loro è stato un ulteriore cambiamento nella loro vita, già precedentemente stravolta dal cancro, un nuovo riadattarsi con purtroppo nuove angosce, anche perché l’ospedale si è riorganizzato per fronteggiare l’emergenza, tramutando alcuni reparti in reparti dedicati sono al Coronavirus.

Anche Soleterre si è riorganizzata, mettendo subito una squadra di 10 psicologi, cresciuta ulteriormente nel frattempo, con un duplice obiettivo: esserci per i pazienti, familiari e personale sanitario toccato dal COVID-19, ma nel contempo non lasciare nessuno dei pazienti oncologici indietro.

E così è stato: da inizio emergenza a oggi, a Pavia ci siamo ritrovati sia in prima linea con i medici e gli infermieri COVID, che accanto ai bambini malati di tumore e ai loro genitori che già seguivamo, mettendo al centro prima di tutto la loro salute fisica ed evitando ogni possibilità di contagio. Lavorando anche solo attraverso videochiamate su WhatsApp quando necessario e rispondendo al telefono a ogni loro dubbio riguardo la malattia e i possibili rischi.

Idem a Taranto non abbiamo mai interrotto le nostre attività di supporto psicologico proprio perché il nostro obiettivo era e sempre sarà permettere a ogni bambino e ragazzo di diventare Grande contro il Cancro, al di là di ogni ulteriore emergenza che possa accadere.

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