Il progetto ha l’obiettivo di ridurre l’impatto traumatico che la patologia oncologica ha in età evolutiva a livello psichico, sia nei giovani pazienti che nelle persone a loro vicine, attraverso la promozione del benessere mentale con il supporto di uno“psico-oncologo”. Lo psico-oncologo fa parte dell’equipe curante del paziente, collaborando strettamente con medici e infermieri fin dalla comunicazione della diagnosi e lungo tutto il percorso di cure. È una figura fondamentale per assicurare la miglior qualità della vita del paziente in ospedale e incoraggiare l’aderenza e l’accettazione delle terapie. “L’altra metà della cura” mira a garantire la presenza di uno psico-oncologo nei reparti di oncologia pediatrica di Pavia, Taranto, Leopoli (Ucraina) e Betlemme (Cisgiordania). La scelta di queste due ultime località è dovuta all’impatto particolarmente negativo sulla salute mentale, sullo sviluppo e sulle prospettive di vita dei bambini malati di tumore, vittime innocenti della guerra nel loro paese. Gite, laboratori didattici e sensoriali aiuteranno il giovane paziente nella socializzazione e inclusione durante il ricovero, così come troverà spazio nel progetto il sostegno concreto per le famiglie a rischio di povertà sanitaria, per far fronte a spese mediche e specialistiche, di trasporto e accoglienza lontano da casa.
Bambini e famiglie raggiunte ogni anno:
220 bambini e i loro genitori presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia;
110 bambini e familiari presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto;
120 bambini e genitori presso il Beit Jala Hospital di Betlemme;
225 bambini e le loro famiglie presso il Western Ukraine Specialized Children Medical Centre di Leopoli.



